martedì 4 novembre 2014

Se questo è un uomo, di Primo Levi

D'altronde, ci siamo presto accorti che non siamo senza scorta: è una strana scorta. E' un soldato tedesco, irto d'armi: non lo vediamo perché è buio fitto [...]. Accende una pila tascabile, e invece di gridare "Guai a voi, anime prave!" ci domanda cortesemente ad uno ad uno, in tedesco e in lingua franca, se abbiamo danaro e orologi da cedergli: tanto dopo non ci servono più.
Un soldato-Caronte scorta gli sfortunati verso il campo satellite di Auschwitz, Buna-Monowitz, A bordo, c'è anche un giovane ebreo italiano, laureato cum laude in chimica all'università di Torino. Le leggi razziali sono entrate in vigore in Italia nel 1938, e lui si è unito, dopo la laurea, ad un gruppo di partigiani. La sua attività di resistenza al regime lo fa però arrestare e deportare. 


L'esperienza del Lager è terribile, e fuori dall'ordinario: l'esperienza dell'ordinario sopruso degli uni sugli altri, la distruzione dell'umano. Non dunque violenza atta a distruggere un nemico, ma tendenza alla distruzione in sé, che scivola nell'autodistruzione: la follia nazista si sarebbe nutrita di altre vittime e altre ancora, fino ad autodistruggersi (come poi è in effetti accaduto con il suicidio del gruppo di comando nazista nel bunker di Berlino). Una tendenza spaventosa, ma estremamente familiare, perché in un certo senso insita in ogni individuo. Secondo l'analisi di Enrico Palandri, in ogni società si riproducono, in forma attenuata, queste stesse, terribili caratteristiche. La forza di Se questo è un uomo sarebbe dunque da ritrovare qui: non ci parla di altri in condizioni terribili, ma di noi in queste.

Eppure, anche se vogliamo accantonare per un momento i discorsi universali, Se questo è un uomo è anche un ottimo romanzo, scritto con l'urgenza e la precisione di un ricordo ancora vivo e bruciante. 
Questo è l'inferno. Oggi, ai nostri giorni, l'inferno deve essere così, una camera grande e vuota, e noi stanchi di stare in piedi, e c'è un rubinetto che gocciola e l'acqua non si può bere, e noi aspettiamo qualcosa di certamente terribile e non succede niente e continua a non succedere niente.

Quello che nel lager è scandaloso non è l'estrema condizione in cui i nazisti riducono le proprie vittime, rasandole, sostituendo il loro nome con un numero tatuato sul braccio, umiliandoli con continue percosse, ma l'estrema familiarità che abbiamo da subito con il comportamento dei diversi esseri , riconoscendo in quella situazione ai limiti dell'immaginabile altre situazioni che ci sono invece familiari (scuole, ospedali, luoghi di lavoro....).

Eppure, in questo tentativo di distruzione dell'umano, di disumanizzazione, si può in qualche modo sopravvivere. Conservare un'ombra di dignità, nonostante i tentativi di annientarla.
Le parole del già sergente Steinlauf dell'esercito austro-ungarico, croce di ferro della guerra '14-18 [...] "che appunto perché il Lager è una grande macchina per ridurci a bestie, noi bestie non dobbiamo diventare. [...] per vivere è importante sforzarci di salvare almeno lo scheletro, l'impalcatura, la forma della civiltà. 

Il romanzo è intenso e schietto, ci si sorprende a leggerlo quasi come se fosse completamente fiction, da quanto appare lontano. Un romanzo distopico, verrebbe da dire. Ma non è finzione, per quanto possano dire i negazionisti. Non è finzione, ed è successo davvero. 
Milioni di persone sono state trascinate nei campi di concentramento e non ne sono mai uscite. Di queste persone non sapremo mai nulla. 
Mi ha raccontato la sua storia, e oggi l‘ho dimenticata, ma era certo una storia dolorosa, crudele e commovente; ché tali sono tutte le nostre storie, centinaia di migliaia di storie, tutte diverse e tutte piene di una tragica sorprendente necessità. [...] e sono semplici e incomprensibili come le storie della Bibbia. Ma non sono anch'esse storie di una nuova Bibbia?
Eppure è necessario non dimenticare. Perché sappiamo bene che la Storia è ciclica e tutto si ripete.
Di queste cose parliamo, incespicando da una pozzanghera all'altra, fra il nero del cielo e il fango della strada.

http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Yodok
http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento
http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_sterminio 
http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_Levi

giovedì 5 giugno 2014

La classifica di Maggio

Onta e disonore, torno dopo un mese di assenza nonostante mi fossi ripromessa di aggiornare il blog con una certa frequenza... Beh, ricominciamo con la classifica del mese appena trascorso! Maggio ballerino, anche dal punto di vista delle letture.
La classifica di questo mese non è stata difficile da stilare: ho letto parecchi romanzi ma alcuni si sono nettamente distinti, altri sono stati delle vere e proprie sorprese.


The Tough Guide to Fantasyland (Diana Wynne Jones), La città incantata (Nelson Bond), L'anno dei dodici inverni (Tullio Avoledo), The Juliette Society (Sasha Grey), L'isola dei naufraghi (Natsuo Kirino), Il ragazzo alla pari (Federica Gnomo), L'idioma gentile (Edmondo De Amicis), Alii, destini intrecciati (Ilaria Marsilli), Abbiamo sempre vissuto nel castello (Shirley Jackson) Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr Hyde (R.L. Stevenson), Manola (Margaret Mazzantini), Fondamenta degli incurabili (Joseph Brodsky), Zona Uno (Colson Whitehead) La Délicatesse (David Foenkinos) Non lasciarmi (Kasuo Ishiguro).


I migliori tre, secondo me? :) Il podio va condiviso, li ritengo tutti estremamente validi, per motivi diversi.

L'anno dei dodici inverni, di Tullio Avoledo


Abbiamo sempre vissuto nel castello, di Shirley Jackson


Manola, di Margaret Mazzantini

lunedì 5 maggio 2014

Moonlight - Cyn Balog


Ora, io sarei molto interessata a capire il motivo per cui si è deciso di intitolare così un romanzetto che aveva già un titolo carino e accattivante che sarebbe potuto rimanere tale anche in italiano. Starstruck è diventato, nella versione italiana, Moonlight. 
Pazienza. 
Veniamo al libro, adesso. Ho già recensito un romanzo della stessa autrice, Fairy Love, e ne ero rimasta piuttosto scontenta, pur sapendo in cosa stavo andandomi a cacciare leggendo un paranormal romance. Moonlight invece è risultato, con mia somma meraviglia, molto divertente rispetto a quanto mi aspettassi. 
La trama è sempre ai limiti dell'assurdo, ma stavolta i personaggi sono perlomeno coerenti con se stessi. Gwendolyn "Dough" è una ragazza cicciottella che frequenta il liceo e aiuta i genitori a gestire un piccolo panificio (e d'altronde che altro lavoro avrebbe potuto fare una che viene soprannominata Dough, cioé impasto, pagnotta?); viene costantemente maltrattata dai compagni di liceo e sopravvive grazie alla corrispondenza telematica che tiene giorno dopo giorno con il suo "fidanzatino" Wish, un amico d'infanzia trasferitosi lontano da molti anni ormai. Ma un giorno, Wish ritorna e soprendentemente sembra non notare che Dough non è più la ragazzina smilza che conosceva, mentre lui invece catalizza le attenzioni di tutte le ragazze della scuola. Ma poco alla volta, Dough nota delle stranezze nel comportamento di Wish... 
Si tratta di un romanzetto leggero, che si legge veramente in un paio d'ore: se siete alla ricerca di qualcosa di scemo e non nutrite grandi aspettative, questo potrebbe essere un libro simpatico.

La Classifica di Aprile

Che mese di letture insoddisfacenti! Forse è stata un po' colpa mia che non ero nella disposizione d'animo adatta a grandi letture, ma ho arrancato per tutto il mese, sforzandomi di arrivare alla pagina successiva e sperando di trovarci qualche aspetto positivo.

Questo mese ho letto L'epidemia (Per Wahloo), Il labirinto (James Dashner), Il mago di Oz (Frank L. Baum), Cronache del mondo strambo (Laura Schirru), Noir Désir - né vincitori, né vinti (Sacha Naspini), Diciannove minuti (Jody Picoult), Inferno (Dan Brown), Pidgin (Prisca Turazzi), L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (Oliver Sacks), Alice nel paese della vaporità (Francesco Dimitri), Gli spettri (Henrik Ibsen), La casa delle vacanze (Clive Barker), La maestrina degli operai (Edmondo de Amicis), Half Bad (Sally Green), Zona Uno (Colson Whitehead).

Il podio se lo sono guadagnati in tre, ma molti tra gli altri romanzi letti questo mese si sono rivelati essere poco più che mediocri e, in qualche caso, davvero brutti. Non voglio essere troppo dura, ma c'era un motivo se mi ero ripromessa, anni fa, che non avrei letto mai più qualcosa di Dan Brown, eppure ci sono ricascata, sedotta dall'hype e dalla location (Venezia) che è casa mia, adesso. Quoth the raven, `Nevermore.' , mai più, citando Il corvo, dell'immenso Poe.

Poco male, passiamo invece alle tre migliori letture di questo mese :)

3. Pidgin, di Prisca Turazzi
E' vero, sto barando un po'. Pidgin non è un romanzo, ma un racconto. Eppure è una storia ben architettata, con personaggi delicati e piacevoli: due persone che cercano di superare le loro differenze (e diffidenze) per trovare un modo di parlarsi, e soprattutto di capirsi
Troverete la recensione completa e il link per l'acquisto seguendo questo link.

2. Gli Spettri, di Henrik Ibsen
Non sono una grande appassionata di teatro, specialmente nella sua versione "scritta", ma questo Spettri è un testo cupo e tremendo sotto molti aspetti. Ne ho goduto ogni istante.  
E' il dramma di una donna sposata senza trasporto che ha tenuto nascoste le vere attitudini del marito,  molto apprezzato nella comunità, ma in realtà profondamente corrotto nell'animo. Le parole e i dialoghi apparentemente casuali ci svelano, pagina dopo pagina, la verità e prefigurano il fato inarrestabile che toccherà la famiglia.

1. La maestrina degli operai, di Edmondo De Amicis

Una sorpresa piacevolissima e inaspettata. Avevo letto Cuore da bambina, e ne serbo un ricordo piuttosto negativo, ma credo che lo riprenderò presto in mano, perchè La maestrina degli operai non è per niente il romanzo buonista che mi aspettavo, ma si tratta anzi di una storia nera che si sviluppa tra i banchi di una scuola serale italiana: pagina dopo pagina, De Amicis ci rende partecipi delle paure di una giovane maestra che si ritrova suo malgrado vittima delle concupiscenze dei suoi allievi adulti, e allo stesso tempo ci prepara all'inevitabile e predetta tragedia.


E voi, che ne pensate? Quali sono state le letture migliori e peggiori di questo mese?

mercoledì 30 aprile 2014

Half Bad - Sally Green

La trama: La magia esiste, ed è spaccata da una guerra millenaria. Appartenere a un fronte definisce il ruolo di ciascuno nel mondo, garantisce compagni e alleanze; ma soprattutto decide chi sono i nemici, che vanno giustiziati senza rimorso. Nathan vive in una zona grigia: figlio di una maga Bianca e dell'Oscuro più terribile mai esistito, cresce nella famiglia materna, evitato da tutti, vessato dalla sorellastra, perseguitato dal Concilio che non si fida di lui e anno dopo anno ne limita la libertà, fino a rinchiuderlo in una gabbia. La stessa guerra che divide il mondo della magia si combatte nel cuore di Nathan, in perenne bilico tra le due facce della sua anima, che davanti alla dolcezza di Annalise vorrebbe essere tutta Bianca, e invece per reagire alle angherie si fa pericolosamente Nera. Ma è difficile restare aggrappato alla tua metà Bianca quando non ti puoi fidare della tua famiglia, della ragazza di cui ti sei innamorato, e forse nemmeno di te stesso.

Ci sono molti libri buoni. Ci sono anche molti libri cattivi, che non meritano la nostra attenzione. Ci sono, però, romanzi che non sono particolarmente terribili, ma nemmeno belli. E questi romanzi, meriterebbero la nostra attenzione? Abbiamo così poco tempo da dedicare alla lettura, o alle nostre passioni in generale, che è sempre una grande delusione quando un libro non risponde alle nostre aspettative.

Parliamoci chiaro. Questo romanzo ha molti problemi. Il primo è il linguaggio. Spezzato. Mozzato. Frasi brevi e troppo semplici. Non si tratta, temo, di una scelta stilistica con l'obiettivo consapevole di creare tensione e ritmo narrativo all'interno del testo. Anche perchè, così facendo, si uccide qualsiasi ritmo. Mi sembrava di leggere messaggi in codice morse: non credo di aver trovato frasi più lunghe di una riga, né tantomeno segni di punteggiatura diversi dal punto, o dalla virgola.
Forse in traduzione la situazione migliorerà un po', perché l'italiano tende a costruire frasi un po' più lunghe, ma su questo non posso esprimermi, perchè ho letto Half Bad in lingua originale.

La trama non è particolarmente interessante, nonostante i primi capitoli ci gettino nel bel mezzo della narrazione per poi passare a raccontarci anche quello che è successo prima. Purtroppo, però, non porta da nessuna parte: incontriamo personaggi piuttosto inconsistenti; inconsistente è, tra l'altro, anche il nostro protagonista Nathan, di sangue misto: né strega Bianca, né strega Nera. Abbastanza nero per essere perseguitato per tutto il libro fin dalla primissima infanzia, ma decisamente non abbastanza nero da risultare interessante per noi lettori.

E alla fine, l'autrice decide di regalarci l'incontro tra Nathan e suo padre. Così. Dal nulla. Un deus ex machina banalissimo, una motivazione ancora più debole e un finale che non è un finale, ma che ci lascia in sospeso in pieno stile YA, perché non sia mai! Dobbiamo per forza farne una trilogia. No?

giovedì 17 aprile 2014

Pidgin - Prisca Turazzi


Castelmassa è un piccolo comune del Veneto, in provincia di Rovigo. Difficile immaginarsi storie epiche o grandi avvenimenti, in un paese come quello in cui molti di noi sono cresciuti. Eppure, partendo dalle suggestioni del suo paese d'origine (che potrebbe essere simile al mio, o al vostro) Prisca Turazzi è stata capace di creare due personaggi molto diversi in modo delicato e preciso. Pennellate leggere dipingono poco alla volta i ritratti di Lorenzo, studente all'università di Padova in piena crisi, e di Gabriela, ragazza riservata e dallo sguardo triste. Il caso li fa incontrare, ma qualcosa li allontana, e Lorenzo è combattuto perché non riesce a spiegarsi che cosa sia quell'ombra che ogni tanto spegne il sorriso di Gabriela. Noi lettori lo scopriremo prima di lui e resteremo con il fiato sospeso fino alla fine augurandoci che capisca, che tutto vada per il verso giusto.  
Pidgin è la storia di due persone che cercano di superare le loro differenze (e diffidenze) per trovare un modo di parlarsi, e soprattutto di capirsi.

Non è un romanzo, ma un racconto di sole 42 pagine, eppure nella sua brevità è in grado di farci affezionare fin da subito ai personaggi ed è in grado di mostrarci un aspetto dell'intimo umano che spesso non viene considerato, perché difficile. Potreste considerarlo un piccolo spoiler, questo che segue, ma non credo rovinerà il piacere della lettura di Pidgin. Spero anzi che sia un aspetto che vi spingerà a leggere il racconto, perché non è facile trovare storie che raccontino così delicatamente una problematica come questa.
A Gabriela viene diagnosticata la sindrome di Asperger, un disturbo di spettro autistico ma "ad alto funzionamento". Non vi sono infatti deficit cognitivi, ma solo una difficoltà ad avvicinarsi al mondo e, allo stesso tempo, a lasciare che il mondo si avvicini. 
Ci sono molti romanzi con personaggi affetti da questa sindrome, ma credo che Pidgin lo faccia in modo molto valido, semplice e delicato. Non c'è pietismo, non ci sono vittime. Ci sono due persone che cercano un modo per stare insieme, nonostante tutto. Non due starstruck lovers, destinati alla reciproca distruzione, ma due esseri umani, con le loro debolezze e le loro paure, che provano a scoprire e ad amare l'altro, per quello che é, e non per quello che la società lo vorrebbe.

Potete acquistare il racconto in formato digitale su amazon, seguendo questo link, a soli 0,89 euro. Secondo me, ne vale la pena.

lunedì 14 aprile 2014

Il traduttore (in)visibile


COSA DICE LA LEGGE SUL DIRITTO DI AUTORE

Regolamento di attuazione della legge 633 (Legge di protezione sul diritto d’autore del 22aprile 1941), R.D. n. 1369 del 1942 (Approvazione del regolamento per l’esecuzione della L. 633/41)

Art. 33:
Per le opere tradotte, sulla copertina o sul frontespizio dell’esemplare devono essere impressi, oltre il nome e cognome del traduttore, il titolo dell’opera e l’indicazione della lingua da cui è stata fatta la traduzione.

Art. 70 comma 3:
Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta.


Da questo momento in poi, ogni recensione pubblicata su questo blog di romanzi tradotti in Italia riporterà anche il nome del traduttore.

Somnia Animae di Manuela Micheli

Somnia Animae, storia e personaggi

articolo di Manuela Micheli

Alla base di qualsiasi romanzo psicologico c'è l'osservazione “discreta” di una situazione vista con gli occhi di chi la vive in prima persona. L'approfondimento interiore avviene generalmente tramite le riflessioni del protagonista e le descrizioni delle sue emozioni. Dato che la percezione della realtà varia da persona a persona, le vicende vissute avranno sfumature diverse a seconda del personaggio che le affronta. A mio avviso si può quindi affermare che forse il vero protagonista di un romanzo di questo genere sia una qualche forma di disagio vissuto in maniera più o meno palese da un personaggio in particolare.
In linea con questa idea, Somnia Animae affronta i problemi di Angela, una studentessa universitaria, così come lei stessa li vive. È lei a osservare le proprie crisi di panico, a cercare in qualche modo di analizzare gli episodi di sonnambulismo, ad assecondare le pressioni della madre che la vuole in cura da uno specialista. Sono anni che la giovane convive con il suo disagio interiore, da quando era bambina. Forse anche per questo motivo l'atteggiamento della famiglia si fa sempre più soffocante ogni giorno che passa. La madre e il fratello in particolar modo faranno di tutto per non permettere ad Angela di crescere e costruirsi una vita propria, distaccata da genitori e fratelli.
Angela ha un carattere piuttosto chiuso, è una persona che non ama esternare le proprie emozioni, si circonda di pochi affetti, con i quali però si sente al sicuro. In questo quadro rientra quindi Patrizio, l'amico di sempre, l'unico che agli occhi di Angela vuole veramente proteggerla da sè stessa. La loro è un'amicizia dall'attrazione quasi fatale, se non fosse che nella testa della ragazza è onnipresente e prepotente l'immagine di Augusto, il fratello maggiore, idealizzata fino all'estremo, portata al limite della malattia. Il rapporto con il consanguineo è soffocante, lei non ama le intromissioni tra di loro così come lui non sopporta l'idea che la sorellina possa interessarsi ad altri.
L'ambiguità di Augusto nei confronti di Angela lascia intendere qualcosa che alla donna non è chiara e scatena in lei emozioni e reazioni contrastanti.
Joanna, gemella di Augusto, è quello che appare come l'unico elemento di equilibrio tra di loro. È un po' il grillo parlante della situazione, quella che riflette prima di parlare, che non si lascia condizionare dagli eventi quando deve agire. Ma sarà sempre così? Anche quando la precaria armonia che si è creata verrà in qualche modo distrutta?
E poi c'è Grivaldi, lo psicologo di Angela, rassegnato all'avversione della sua paziente per la figura del terapeuta e delle sue difficoltà ad aprirsi. Il dottore sa quanto il fatto stesso di essersi affezionato alla ragazza sia un errore, ma non può fare altrimenti. L'ha vista da bambina, quando venne portata nel suo studio la prima volta, e la rivede ora, impara a conoscerla, capisce il pericolo che la famiglia rappresenta per lei. Non ha però il tempo di metabolizzare la cosa e agire.
Somnia Animae racconta insomma una storia poco convenzionale, vuole rompere gli schemi e in un certo senso scandalizzare. La protagonista ha bisogno di capire cosa la porti a star male, ha la sensazione di non ricordare qualcosa ma non ha idea di dove cercare, non rendendosi conto che l'unica persona a cui dovrebbe chiedere è sè stessa. Riaffiorano con calma ricordi rimossi, il dolore per quel che torna alla mente è troppo per Angela, la sua reazione è estrema e la sua malattia infine palese. Arriverà ad accettare le conseguenze delle sue scelte e così facendo sconvolgerà non solo la propria vita ma anche quella di tutti coloro che la circondano. Il disagio psicologico non è infatti qualcosa che rimane circoscritto al singolo ma coinvolge gli affetti e le amicizie. La malattia ha conseguenze sulla vita degli altri e il delirio non è diverso, è solo considerato in maniera differente in quanto prescinde dalla malattia fisica. Si potrebbe dire che è questo il vero messaggio che il romanzo cerca di dare al lettore.

L'ebook Somnia Animae è disponibile per il download su Amazon. Il romanzo è breve (73 pagine) ma promette di essere intenso. Inoltre, costa solo 1,02 euro! Che aspettate? Un gelato costa di più!
L'autrice possiede anche un blog che aggiorna regolarmente con le sue riflessioni e recensioni: lo potrete trovare seguendo questo link. Se vi siete incuriositi, a questa pagina troverete anche ulteriori informazioni sul romanzo. Buona lettura!

martedì 8 aprile 2014

Revolutionary Road - Richard Yates

Una casa con giardino, due bambini: Frank e April Wheeler vivono una vita tranquilla e priva di emozioni. La monotonia del guotidiano corrode lentamente il già fragile e poco affettuoso rapporto tra Frank e April, portando entrambi verso il limite della sopportazione. April tenta di cambiare la situazione, proponendo a Frank di cominciare una nuova vita in Europa, a Parigi, dove sarebbe finalmente stato in grado di scoprire il suo vero Io, finalmente libero da un lavoro monotono e poco soddisfacente. La proposta viene fiaccamente accettata da Frank, ma inconsciamente egli si ritroverà a cercare in tutti i modi ragioni per non partire, e la relazione tra i due ne uscirà malridotta.
Non c'è speranza di un finale felice, per questa coppia e per le persone a loro affezionate: lo scenario è desolante, un mondo triste, grigio, mortale (cit. Joyce Carol Oates) in cui i personaggi non hanno una precisa idea di chi siano veramente. Tutti si muovono nel mondo quasi per inerzia, condannati dalle stesse abitudini e dalle convenzioni che vanno svilendo e deridendo nei vicini piccolo borghesi, nel disperato bisogno di sentirsi diversi.
- Il fatto è che non so chi sei [...] E anche se lo sapessi [...] temo che non servirebbe a nulla, perchè, vedi, non so neppure chi sono io.
Il romanzo è ricco di sottile ironia, che traspare dalle parole e dai nomi stessi dei personaggi, a partire dalla famiglia Wheeler che, come una ruota (wheel), gira impazzita alla ricerca di un punto fermo, fino all'amico di famiglia Shep (shepard, pastore), fedele quasi come un cane. La stessa ironia, spesso crudele, viene riservata alle dinamiche tra i vari personaggi del romanzo. 

Riporto qui l'epilogo, forse uno dei più bei finali che abbia letto ultimamente (tranquilli, niente spoiler!), in cui un vecchio signor Givings, per sopravvivere al costante chiacchiericcio della moglie...
... udì soltanto un tonante, piacevole mare di silenzio. Aveva spento l'apparecchio acustico.

venerdì 4 aprile 2014

Peter Pan, J.M. Barrie

Quando il primo bambino rise per la prima volta, la sua risata si sbriciolò in migliaia di frammenti che si sparpagliarono qua e là. Fu così che nacquero le fate.

Peter Pan non voleva crescere. E a forza di girovagare per i giardini di Kensington, giocando con fate e volando con gli uccelli, quando finalmente si decide a tornare in volo a casa della sua mamma, trova la finestra chiusa e la vede dare il bacio della buonanotte ad un altro bambino. Peter capisce quindi che non c'è più alcun posto per lui nel mondo e torna a Neverland.
La seconda parte del romanzo si apre molto tempo dopo, non sappiamo quando, ma è chiaro che Peter non è invecchiato di un solo giorno. Una notte, durante uno dei suoi vagabondaggi per i cieli di Londra, la sua ombra viene intrappolata in un cassetto di casa Darling. Lì, come nella storia Disney che tutti conosciamo, conosce la piccola Wendy e i suoi fratelli, e decide che lei sarebbe stata una madre perfetta per i suoi compagni di scorribande, i Bambini Sperduti.
Neverland è un'isola piena di meraviglie e portentosi personaggi: sirene, fate, indiani e pirati, costantemente in guerra tra loro. I pirati, in particolare, ordiscono un'ingeniosa trappola per uccidere i bambini Sperduti e Peter Pan: un'enorme, fumante, crostata ripiena di veleno. Ma Wendy, come tutte le mamme, non permette ai bambini di mangiarla: si sa, le crostate appena sfornate non vanno assaggiate!

Non mi soffermo oltre sulla trama, perchè essenzialmente la versione animata non si discosta in maniera eccessiva (Giglio Tigrato sullo scoglio, il coccodrillo, Capitan Uncino e i suoi dubbi esistenziali!)
Il finale, invece, ha un retrogusto amaro.
Dopo il ritorno di Wendy, dei fratelli e dei Bambini Sperduti a Londra, Peter promette di tornare una volta all'anno, e così fa per molto tempo, finché, un giorno, semplicemente non torna più. Gli anni passano, i bambini prendono strade diverse e diventano uomini adulti e disincantati. Wendy diventa donna e madre. I ricordi d'infanzia sono affievoliti ormai, e le avventure passate a Neverland sono poco più che un vago sogno.
Una notte, Peter bussa alla finestra della stanza in cui dorme la figlia di Wendy e, inconsapevole di quanto tempo sia passato, la scambia per la vecchia amica, la prende per mano e vola con lei a Neverland. Tra le lacrime, Wendy li vede volare fuori dalla finestra, e capisce che Peter non è mai stato un sogno. E che la storia si ripeterà. Per l'eternità.

A me, confesso, anche se grande e femminuccia, il romanzo è piaciuto tantissimo. Anzi, devo dire che l'ho trovato anche piuttosto dark. Il personaggio di Peter è ispirato al fratello di Barrie, morto giovanissimo per un incidente. Ed effettivamente i riferimenti alla morte sono frequenti e spesso palesi. E non è un caso che i suoi compagni di avventure, i Bambini Sperduti, siano bambini caduti dalle carrozzine nel parco di Kensington, che non vengono reclamati per una settimana, e giungono così a Neverland. Peter quindi si circonda di bambini effettivamente morti per il mondo, perché lui stesso è morto. Puro come un infante, ancora con i denti da latte, non si rende nemmeno conto delle attenzioni che gli dedicano Campanellino, Wendy e Giglio Tigrato, convinto com'è che una figura femminile sia esclusivamente una madre, o un surrogato di madre. Nella sua innocenza e ingenuità, Peter non conosce il concetto di limite, né di prudenza. Tutto è un gioco. E, come il nome Pan suggerisce, è senza dubbio un personaggio dionisiaco. Neverland stessa viene descritta in termini inusuali, quasi medici.
Forse non avete mai visto la pianta della mente di un uomo. I medici talvolta disegnano piante di altre parti del corpo, anche del vostro, e la vostra pianta personale può risultare interessante, per voi. Provare a dire loro di tracciare la pianta della mente di un bambino, che, non solo, è confusa, ma è in, continuo movimento. Difficilmente ci riescono. Vi sono linee a zig-zag come quelle che segnano la vostra temperatura su una tabella clinica e con ogni verosimiglianza rappresentano le vie di un’isola. Infatti l’Isolachenoncè è, più o meno, un’isola con meravigliose macchie di colore, qua e là, e banche di corallo, e vascelli pirata al largo, e selvagge tane solitarie, e gnomi che per lo più esercitano il mestiere di sarto.

Ci si potrebbe anche soffermare sul personaggio di Wendy, perfetta bambina vittoriana, ma vorrei concludere qui con una curiosità collaterale: Wendy viene ferita a morte, tratta in inganno da Campanellino, e precipita a terra, senza vita. Peter, memore di un'avventura vissuta nei giardini di Kensington (che si trova nella prima parte del romanzo) le costruisce una casetta intorno, e Wendy ne esce completamente guarita. In inglese, Wendy House è il nome con cui vengono chiamate le case giocattolo per bambini.

Ho trovato anche un interessante articolo scritto da Silvana De Mari, giù autrice di L'ultimo elfo, che potete leggere qui.

giovedì 3 aprile 2014

La classifica di Marzo

Nonostante marzo sia ormai finito, non è ancora arrivata del tutto la primavera, e in una giornata nebbiosa come questa non c'è niente di meglio che fare un bilancio delle letture del mese appena trascorso! 

Questo mese ho letto Godbreaker (Luca Tarenzi), Fairy Love (Cyn Balog), Peter Pan (J.M Barrie), Drago Rosso (Thomas Harris), Kitchen (Banana Yoshimoto) Opere complete (Walter Benjamin), Starstruck (Cyn Balog), Revolutionary Road (Richard Yates), Curarsi con i libri (Ella Barthoud), La casa degli spiriti (Isabel Allende), L'ultimo esorcista (Gabriele Amorth), Blocchi (Ferdinand Bordewijk), La Porta (Magda Szabò), I primi tornarono a nuoto (Giacomo Papi), Di me diranno che ho ucciso un angelo (Gisella Laterza). Presto aggiornerò questo articolo con i link alle varie recensioni!

Partiamo dunque con la mia personalissima top3, con la premessa che mi è stato molto difficile, questo mese, scegliere i tre libri che più mi hanno colpita!

3. Revolutionary Road, di Richard Yates
Minimum fax, 456 pagine - 12,50 euro

Frank e April Wheeler vivono una vita apparentemente serena nella loro casa con giardino a Revolutionary Hill, ma la loro relazione è corrosa dalla quotidianità e gli eventi prenderanno una piega quantomai drammatica. 

2. Kitchen, di Banana Yoshimoto
Feltrinelli, 150 pagine - 7,00 euro
 Due racconti lunghi delicati e a tratti surreali: due storie diverse che, con grande senso di intimità, trattano esperienze di amore, lutto e famiglia.

1. Peter Pan, di J.M Barrie
Mondadori, 240 pagine - 8,50 euro
Tutti conosciamo la storia del bambino che non voleva crescere, ma credo che questo romanzo meriti assolutamente di essere letto senza considerare la versione Disney, che è sì, felice, ma anche piuttosto edulcorata. Questo romanzo mi è in effetti sembrato molto oscuro e a tratti molto crudele, decisemente non la fiaba che credevo.


mercoledì 2 aprile 2014

Curarsi con i libri - Ella Berthoud, Susan Elderkin

Sellerio, 644 pagine - 18,00 euro
 Si può curare il cuore spezzato con Emily Brontë e il mal d’amore con Fenoglio, l’arroganza con Jane Austen e il mal di testa con Hemingway, l’impotenza con Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati, i reumatismi con il Marcovaldo di Italo Calvino, o invece ci si può concedere un massaggio con Murakami e scoprire il romanzo perfetto per alleviare la solitudine o un forte tonico letterario per rinvigorire lo spirito. Questo suggeriscono le ricette di un libro di medicina molto speciale, un vero e proprio breviario di terapie romanzesche, antibiotici narrativi, medicamenti di carta e inchiostro, ideato e scritto da due argute e coltissime autrici inglesi e adattato per l’Italia da Fabio Stassi, autore de L’ultimo ballo di Charlot. Se letto nel momento giusto un romanzo può davvero cambiarci la vita, e questo prontuario è una celebrazione del potere curativo della letteratura di ogni tempo e paese, dai classici ai contemporanei, dai romanzi famosissimi ai libri più rari e di culto, di ogni genere e ambizione. Queste ricette per l’anima e il corpo, scritte con passione, autorevolezza ed elegante umorismo, propongono un libro e un autore a rimedio di ogni nostro malanno, che si tratti di raffreddore o influenza, di un dito del piede annerito da un calcio maldestro o di un severo caso di malinconia. Le prescrizioni raccontano le vicende e i personaggi di innumerevoli opere, svelano aneddoti, tratteggiano biografie di scrittori illustri e misconosciuti, in un invito ad amare la letteratura che ha la convinzione di poter curare con efficacia ogni nostro acciacco. Non mancano consigli per guarire le idiosincrasie tipiche della lettura, come il sentirsi sopraffatti dal numero infinito di volumi che ci opprimono da ogni scaffale e libreria, o il vizio apparentemente insanabile di lasciare un romanzo a metà.
 
Per quanto interessante e ricco di spunti per nuove letture, credo ci sia un problema nella traduzione che ne è stata fatta: il "ricettario" è stato pesantemente ritoccato dai curatori dell'edizione italiana per inserire anche autori nostrani. E' vero che il libro è marcatamente anglofilo e presenta soprattutto autori di lingua inglese, facendo torto a tanti autori validi nella storia letteraria mondiale, ma d'altra parte sarebbe stato difficile catalogare e rendere fruibile così tanti testi, se non si fosse messo qualche paletto. Per questo motivo la scelta di inserire a forza tanti autori italiani mi è sembrata un po' aggressiva nei confronti del testo di partenza.
In secondo luogo, la traduzione mi è sembrata molto bella, eccezion fatta per un errore che non riesco a capire se sia di stampa o del traduttore. Parlando di Grandi Speranze di Dickens, viene detto: "La speranza si trasforma in convinzione e lo stimola a comportarsi <<come un gentiluomo>> - non necessariamente del tipo migliore - e a guardare con disprezzo alle proprie origini e anche all'amico Biddy, che capisce in che direzione sta andando Pip e non approva."
...amico Biddy... ma Biddy è una ragazza! Per questo mi viene il dubbio che si tratti solo di un errore di stampa... mi sembra strano che nessuno, tra tutti quelli che hanno lavorato alla traduzione del libro in italiano, abbia letto Great Expectations!

Apparte queste due perplessità, questo libro è il Male: non può essere altrimenti, visto che leggendolo sono arrivata a stilare l'ennesima lista gigante di libri che vorrei leggere ma per cui non avrò mai tempo.

giovedì 27 marzo 2014

Quanti di questi libri hai letto?

La BBC afferma che la maggior parte delle persone ha letto solo 6 dei 100 libri presenti nella seguente lista.” 
Questo è il classico giochino da blog, ricordo di averlo fatto qualche anno fa, e ora faccio il bis, con le letture aggiornate :) ho letto 37 libri da questa lista, anche se ho evitato di includere Anna Karenina, che sto leggendo con calma, un po' alla volta... ma cambia poco a livello di numeri :D La buona notizia è che mi attesto ampiamente sopra la media... l'altra buona notizia è che ci sono ottimi suggerimenti per future letture :D E voi? Quanti libri avete letto, tra quelli inclusi nella lista? Sentitevi pure liberi di partecipare al gioco anche voi, lasciandomi un commento qui o copiando la lista sul vostro blog!

Istruzioni: 
Copia la lista e condividila sul tuo Blog! Se non hai un blog puoi commentare con quanti libri hai letto e quanti hai lasciato in sospeso,  io rispondo al post di http://danielavolpe.it/! In grassetto i libri conclusi, in corsivo quelli lasciati in sospeso :)
  1. Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen 
  2. Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien
  3. Il Profeta – Kahlil Gibran
  4. Harry Potter – JK Rowling 
  5. Se questo è un uomo – Primo Levi
  6. La Bibbia
  7. Cime Tempestose – Emily Bronte
  8. 1984 – George Orwell
  9. I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni 
  10. La Divina Commedia – Dante Alighieri 
  11. Piccole Donne – Louisa M Alcott
  12. Lessico Familiare – Natalia Ginzburg
  13. Comma 22 – Joseph Heller
  14. L’opera completa di Shakespeare
  15. Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani
  16. Lo Hobbit – JRR Tolkien
  17. Il Nome della Rosa – Umberto Eco
  18. Il Gattopardo – Tommasi di Lampedusa
  19. Il Processo – Franz Kafka
  20. Le Affinità Elettive – Goethe
  21. Via col Vento – Margaret Mitchell
  22. Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald 
  23. Bleak House – Charles Dickens
  24. Guerra e Pace – Leo Tolstoy
  25. Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
  26. Brideshead Revisited – Evelyn Waugh
  27. Delitto e Castigo – Fyodor Dostoyevsky
  28. Odissea – Omero 
  29. Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll
  30. L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera 
  31. Anna Karenina – Leo Tolstoj
  32. David Copperfield – Charles Dickens
  33. Le Cronache di Narnia – CS Lewis
  34. Emma – Jane Austen 
  35. Cuore – Edmondo de Amicis
  36. La Coscienza di Zeno – Italo Svevo 
  37. Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini
  38. Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
  39. Memorie di una Geisha – Arthur Golden
  40. Winnie the Pooh – AA Milne
  41. La Fattoria degli Animali – George Orwell
  42. Il Codice da Vinci – Dan Brown
  43. Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez
  44. Il Barone Rampante – Italo Calvino
  45. Gli Indifferenti – Alberto Moravia
  46. Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
  47. I Malavoglia – Giovanni Verga
  48. Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello 
  49. Il Signore delle Mosche – William Golding
  50. Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi
  51. Vita di Pi – Yann Martel
  52. Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway
  53. Don Chisciotte della Mancia – Cervantes
  54. I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe
  55. Le Avventure di Pinocchio – Collodi
  56. L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon
  57. Siddharta – Hermann Hesse
  58. Il mondo nuovo – Aldous Huxley
  59. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon
  60. L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez
  61. Uomini e topi – John Steinbeck
  62. Lolita – Vladimir Nabokov
  63. Il Commissario Maigret – George Simenon
  64. Amabili resti – Alice Sebold 
  65. Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas
  66. Sulla Strada – Jack Kerouac
  67. La luna e i Falò – Cesare Pavese
  68. Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding
  69. I figli della mezzanotte – Salman Rushdie
  70. Moby Dick – Herman Melville
  71. Oliver Twist – Charles Dickens 
  72. Dracula – Bram Stoker
  73. Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome 
  74. Notes From A Small Island – Bill Bryson
  75. Ulisse – James Joyce
  76. I Buddenbroock – Thomas Mann
  77. Il buio oltre la siepe – Harper Lee
  78. Germinale – Emile Zola
  79. La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray
  80. Possession – AS Byatt
  81. A Christmas Carol – Charles Dickens
  82. Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde
  83. Il Colore Viola – Alice Walker
  84. Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro
  85. Madame Bovary – Gustave Flaubert
  86. A Fine Balance – Rohinton Mistry
  87. Charlotte’s Web – EB White
  88. Il Rosso e il Nero – Stendhal
  89. Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle 
  90. The Faraway Tree Collection – Enid Blyton
  91. Cuore di tenebra – Joseph Conrad
  92. Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery 
  93. The Wasp Factory – Iain Banks
  94. Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque
  95. Un Uomo – Oriana Fallaci
  96. Il Giovane Holden – Salinger
  97. I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas
  98. Amleto– William Shakespeare 
  99. La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl
  100. I Miserabili – Victor Hugo

lunedì 24 marzo 2014

Scritti 1930-1931 - Walter Benjamin

Nel 1892, a Berlino, nacque una figura che visse intensamente gli anni della prima metà del Novecento e che ebbe modo di viaggiare per tutta l'Europa e conoscere le personalità più interessanti dell'epoca. Walter Benjamin fu scrittore, critico letterario, filosofo, traduttore, critico "sociale", saggista e speaker radiofonico.

Scartata ormai da tempo l'idea della carriera accademica, per Walter Benjamin anche il biennio 1930-1931, al quale è dedicato il presente IV volume delle Opere complete, si pone all'insegna dell'impegno critico, con l'attività di recensore e saggista che viene a costituire la sua sola precaria fonte di sussistenza. I temi presi in considerazione stupiscono per la vastità degli ambiti affrontati: Benjamin interviene su tutto e tutti con scritti teorici, opere divulgative e pamphlet politici, si sofferma su Goethe e Dostoevskij, Proust e Gide, Kraus e Brecht (ma, d'altro canto, significativamente tralascia grandi autori come Mann e Musil), presenta abbecedari e giocattoli, marionette e cibi, dialetti e lingue, romanzi d'appendice e persino un opuscolo su «erbe ed erbacce», con l'obiettivo non tanto di stabilire canoni di letterarietà, ma di consentire al lettore di penetrare con i propri «ghiribizzi, pregiudizi, pensieri» nei momenti piú intimi dell'opera. Ne risulta una vera e propria «arte del recensire» con la quale Benjamin si contrappone alle mode culturali e alla frettolosità saccheggiatrice dei giornali; nella piena consapevolezza della scarsa considerazione che la materia da molti decenni godeva ormai in Germania e con l'ambizione di affermarsi indiscutibilmente come «le premier critique de la littérature allemande»

La raccolta si presenta effettivamente come una vasta antologia di recensioni e saggi brevi sugli argomenti più disparati; è inoltre una chiara dimostrazione dell'enorme cultura di Benjamin, in grado di trattare con grande competenza e spesso acuta ironia sia temi politici, giocattoli e personalità letterarie sue contemporanee, francesi e tedesche. 
In particolare, ho trovato molto interessante la possibilità di confrontare gli abbozzi di recensione con il pezzo finito e limato: Benjamin organizzava le idee con cura e poi passava a ricomporre e rifinire il testo fino ad ottenere un prodotto ricco e elegante nella prosa, senza incertezze e senza stacchi bruschi. Ho ammirato molto la sua capacità di divagare a lungo, per poi ritornare sul tema con apparente, ma senza dubbio studiata semplicità.

Un must read per chiunque voglia diventare esperto nel parlare di qualunque cosa.
Non a caso Baricco citava proprio Benjamin nel suo I barbari, come esempio perfetto di una cultura finalmente orizzontale e vasta come un mare.

lunedì 17 marzo 2014

L'isola dei delfini blu - Scott O'Dell

Molti anni prima dell'esplosione dei romanzi Young Adult, le storie per ragazzi erano piene di avventura e luoghi inesplorati da svelare pagina dopo pagina. Non disagi tra i banchi di scuola, non pallidi vampiri traslucidi e personaggi femminili assolutamente passivi. In questo romanzo, prende scena la sfida per la sopravvivenza. 

Un giorno, un bastimento dalle vele bianche approda sulle coste dell'isola in cui Karana vive con la sua famiglia: gli uomini bianchi vogliono il permesso del capotribù per cacciare le lontre, ma, al momento di ripartire, la situazione si fa tesa.
Il capitano Orlow non rispose. I suoi occhi giravano lentamente intorno alla Baia, guardando i nostri uomini in piedi sulla scogliera a pochi passi di distanza, gli altri appostati sulle rocche, a quelli schierati dietro mio padre. Poi disse qualcosa agli Aleuti, e allora non so cosa avvenne, perché al posto di mio padre che alzava la mano per sbarrare il passo a un cacciatore con il carico sulle spalle, vidi all'improvviso lo stesso cacciatore continuare la sua strada dopo aver spinto da parte mio padre. Tutto accadde così rapidamente che non potei dire come le cose avvenissero: ma quando balzai in piedi, [mia sorella] Ulapa gridava e altre grida riecheggiavano lungo tutta la scogliera. Fu allorac he vidi qualcuno disteso sulle rocce: era mio padre con la faccia tutta insanguinata. [...] Ovunque sulla spiaggia c'era qualcuno che si rialzava con fatica, gemendo, altri invece che non si rialzavano più. Mio padre era uno di questi.

Dopo aver subito questo attacco, la tribù decide di partire e abbandonare l'isola, ma Karana si attarda nel tentativo di cercare il fratellino, e la nave parte senza di loro, scomparendo tra le onde tumultuose del mare in tempesta. 
Il dramma non finisce qui: l'isola è popolata da cani selvatici affamati, che minacciano la sicurezza dell'isola ormai abbandonata. Ben presto i cani attaccheranno e uccideranno il fratello di Karana, e lei si ritroverà completamente sola. Siede sulla spiaggia in attesa che la nave ritorni a prenderla per molto tempo, ma alla fine si rassegna all'idea e decide di prendere in mano la situazione, come una giovane "Robinson". 
Karana scopre di essere una ragazza forte e piena di risorse, ma è difficile ricostruirsi una vita in completa solitudine. 
Il romanzo continua quindi sui toni della solitudine e della ricerca di un modo per sentirsi di nuovo umani. Pieno di azione (lupi, elefanti marini e un terremoto rendono la vita di Karana molto difficile), ricco di belle descrizioni e, nella mia edizione Giunti Ragazzi Universale, anche corredato da belle illustrazioni in bianco e nero. 

Una lettura secondo me molto adatta per i ragazzi e le ragazze che già amano la lettura: si tratta di un romanzo intelligente che domanda che il lettore sia pronto a raccogliere la sfida: non credo, purtroppo, che gli stuoli di ragazzine assuefatte ai romanzetti che vengono proposti oggi per la loro età, potrebbero godere facilmente di questo bel romanzo. Ma credo che "cambiare genere" potrebbe fare molto bene, ogni tanto. Magari potrebbero anche ritrovarsi a seguire Karana nella sua lotta solitaria per la sopravvivenza sull'Isola dei Delfini Blu con il fiato sospeso. E sarebbe un'avventura bellissima.


mercoledì 12 marzo 2014

Jack Black e la nave dei ladri - Carol Hughes

Piemme, Il battello a vapore, 189 pagine - 12,900 lire
Oramai fuori catalogo, questo romanzo d'avventura è uno dei libri che ho letto più volte quando ero bambina e, lo confesso, ogni tanto lo riprendo in mano e lo rileggo con piacere, dopo quasi vent'anni.

Quando finalmente suo padre consente a Jack di viaggiare con lui sul dirigibile, il ragazzo non può immaginare la serie di avventure a cui andrà incontro: la nave piena di ladri con un capitano pazzo, l'isola del vulcano, il mostro marino, i cannoni della "Nemesis"... ma soprattutto il tradimento del suo migliore amico, del suo eroe.
 Credo che questo sia un ottimo esempio di come dovrebbe essere un romanzo per l'infanzia: avventura, personaggi intelligenti e vivaci, un mistero che si svela poco alla volta e buoni sentimenti. Ci sono anche un paio di personaggi meschini e subdoli, ma il cuore buono e l'onestà dei "ladri" e di Jack non si lasceranno corrompere. Una bella storia: appartiene alla serie Arancio del Battello a Vapore, adatta quindi ai bambini dai 9 anni in su... ma adatta anche ai grandi che si sentono ancora un po' bambini.

sabato 8 marzo 2014

Fairy Love - Cyn Balog


Mi domando secondo quali criteri un romanzo venga nominato come papabile per un premio come il RITA nella categoria Young Adult Romance: in questo brevissimo romanzo paranormal romance tocchiamo veramente livelli abissali. Una lettura ridicola, a tratti addirittura imbarazzante.
Cominciamo dalla storia: Morgan e Cameron sono stati fidanzati praticamente per tutta la loro vita, e ora, mentre si avvicina il giorno del loro sedicesimo compleanno, Morgan (che tra l'altro è una ragazzina dotata di poteri premonitori) nota dei piccoli cambiamenti nell'atteggiamento di Cameron, che le appare distaccato e distratto. La comparsa di un lontano, sifigatissimo, cugino di Cameron spinge la situazione al limite e assistiamo alla rivelazione del motore della storia: Cameron è in realtà una fata, abbandonato nel mondo degli umani perchè di salute cagionevole. Ora, dopo la morte del re delle fate nell'Oltremondo, si cerca un erede in linea di sangue. Si tratta proprio del nostro Cameron. E la storia si dipana da qui, seguendo però purtroppo solamente le oscillazioni amorose della protagonista Morgan, sempre più attratta dal nuovo arrivato.
E il vero problema del romanzo è proprio rappresentato dal personaggio femminile principale: Morgan è dotata di poteri premonitori e li usa per svelare il futuro ai suoi compagni di classe. Volubile, viziata, senza ambizioni e soprattutto troppo ragazzina.... è un personaggio, per la mia sensibilità, estremamente detestabile.

In conclusione, si tratta di un romanzo breve, di limitatissimo spessore e ancor meno qualità. In realtà l'idea è anche carina, per un target di adolescenti: insomma, il ragazzo della porta accanto che si rivela essere addirittura una fata! Sarebbe stata una bella partenza per un romanzo originale, ma purtroppo la scelta di trasformare il tutto in un paranormal romance di basso livello ha rovinato tutto. Ridicolo.

venerdì 7 marzo 2014

La Classifica di Febbraio

Eccoci di nuovo con l'appuntamento mensile: ecco le letture che metterò sul podio per il mese di febbraio! Non sono riuscita a leggere molto, ma ci sono stati alcuni romanzi che, per motivi diversi, mi sono piaciuti moltissimo. Sono tre romanzi che poco hanno a che vedere gli uni con gli altri: in fondo alla classifica ho deciso di inserire un romanzo cyberpunk, un genere che mi attrae solitamente molto poco; la medaglia d'argento di febbraio va a un romanzo distopico che è riuscito a farsi strada nel cuore e nelle librerie di tutto il mondo nonostante (o grazie) un percorso iniziale di selfpublishing, ma che presto potrebbe diventare anche un film; il primo posto nella mia classifica appartiene senza alcun dubbio a un romanzo dal sapore classico che racconta la vita di un uomo qualunque.



3 - Le piume di Vurt di Jeff Noon
Frassinelli, 328 pagine - ?? euro
 Pubblicato nei primi anni novanta, ad oggi si tratta di un romanzo di difficile reperibilità: su internet si trova però una scansione del romanzo fatta da un volonteroso appassionato. Non so indicarvi il prezzo del romanzo, in quanto non ho trovato da nessuna parte il modo di acquistarlo, ma forse qualche biblioteca ne ha qualche copia disponibile.
In un imprecisato futuro quasi cyberpunk, nello scenario grigio metallico della città di Manchester, un gruppo di sbandati vaga in cerca di emozioni. Loro unica gioia è artificiale e si tratta di una droga celata in prodigiose piume coloratissime, le piume di Vurt. 

2 - Wool Omnibus di Hugh Howey
Fabbri Editori, 550 pagine - 14,90 euro (3,99 euro per l'edizione Kindle!)
Un romanzo veramente interessante, consigliato agli amanti del genere distopico. 
Da generazioni, la gente vive all'interno di giganteschi Silos sotterranei, perchè l'aria esterna è velenosa e irrespirabile. Ma Juliette, un tecnico del reparto macchine abituata ad aggiustare le cose, non può resistere alla tentazione di scavare nella storia del Silo. La ricerca della verità svelerà una realtà sconcertante. Troverete una breve recensione qui.

1 - Stoner di John Edward Williams
Fazi Editore, 334 pagine - 17,50 euro (6,99 euro per l'edizione Kindle)
Un romanzo dal sapore classico, la storia di un uomo chiamato Stoner che vive una vita normalissima, quasi banale. Figlio di contadini, si affranca dal suo destino di lavoro nei campi per dedicarsi allo studio e diventare insegnante. Si sposa, ha una figlia, ha una relazione extraconiugale, si ammala, muore. Un eroe della vita quotidiana, privo di grandi pregi o difetti. Una persona qualunque, in un romanzo incredibile.

giovedì 6 marzo 2014

Godbreaker - Luca Tarenzi

Esattamente un mese fa, il forum Verde Cammino ha organizzato un quiz a premi, dedicato al mondo dei libri e della letteratura fantastica. Il quiz si è svolto in due fasi e le domande sono state divertenti e variegate. Una sfida molto interessante e piena di spunti per nuove letture. I complimenti vanno tutti a Feleset che si è sbattuta impegnata tanto per organizzare il quiz!
Il primo premio è stata una meravigliosa copia di Godbreaker autografata dall'autore, Luca Tarenzi. E vorrei ringraziare anche l'autore, che ha messo a disposizione il romanzo per l'occasione. Ecco un gufetto!

Ma ora passerei al romanzo!

Salani - 477 pagine - 15,90 euro
Gli dei esistono. Camminano in mezzo a noi, vivono dentro e fuori la realtà di tutti i giorni, hanno macchine, uffici, soldi... Ma non tutti. Alcuni stanno morendo, travolti dalla perdita di tutti i loro seguaci; altri combattono una lotta spietata per tenersi il proprio posto nel mondo, usando tutti i loro poteri per conquistarsi l'agiatezza e agire in incognito. Ma un giorno uno di loro, Liathàn, si ritrova coinvolto in una sfida: un ragazzo, giovane e apparentemente potentissimo, è sulle sue tracce, e non si fermerà finché non sarà riuscito ad annientarlo. Chi è questo giovane? Edwin - questo è il nome del ragazzo - mostrerà di essere un nemico estremamente pericoloso, in cerca di una vendetta i cui motivi Liàthan ignora del tutto. Un anno esatto durerà la sfida, e se al termine Liàthan non sarà riuscito a fermare il suo avversario morirà, inesorabilmente e senza che niente possa impedirlo.

Questa è la trama, di per sé non originalissima. Ma non si tratta, per fortuna, del classico scontro tra forze del bene e forze del male: il confine infatti si rivela labile e fumoso e proseguendo nella lettura realizziamo che la storia si regge in realtà su due pilastri principali che non possono essere inquadrati in categorie rigide, cioè Liathàn e Edwin. Entrambi i personaggi sono caratterizzati molto bene, e risulta particolarmente vivace la figura di Liathàn. Anche i personaggi di contorno sono ben riusciti e piacevoli. 
Se da un lato non posso dire che la trama mi abbia colpita particolarmente, sono felicissima di dire che ho amato molto la cura che è stata dedicata alla creazione di una mitologia innovativa e familiare allo stesso tempo. Nasruddin, ad esempio, è un personaggio importante nell'economia di Godbreaker, ma è anche un personaggio appartenente alla tradizione favolistica turca (e non solo!). Ho trovato assolutamente geniale il suo modus vivendi, così come ho apprezzato moltissimo l'idea di individuare una divinità potentissima e invisibile, un Architetto che governa una Città in cui confluiscono tutte le città del mondo e attraverso la quale si può passare da Londra ad Amsterdam fino a Città del Messico, nel giro di pochi isolati. 
E' evidente che l'ispirazione arriva, almeno in parte, dai lavori di Neil Gaiman (American Gods, Sandman e probabilmente anche Nessundove): Gaiman è un maestro dell'urban fantasy e senza dubbio Tarenzi è stato capace di prenderlo ad esempio senza scadere nella banalità di una scopiazzatura. I riferimenti a divinità appartenenti alle varie tradizioni e a divinità inventate ad hoc sono numerosi, ma li ho trovati sempre molto appropriati e sempre funzionali alla storia. Confesso di aver gioito quando ho letto il riferimento a Gawain e il Cavaliere Verde: è la prima volta che mi capita di trovare un autore italiano di fantasy che faccia riferimento in maniera intelligente a auctoritas e topoi letterari! Una scelta pericolosa, ma Tarenzi ha trasformato abilmente quello che sarebbe potuto essere un disastroso pot-pourri in un romanzo ricco e coerente a se stesso.  
Si tratta dunque di un romanzo molto valido e probabilmente anche uno dei migliori urban fantasy italiani degli ultimi anni.


venerdì 28 febbraio 2014

Guida agli animali fantastici - Ermanno Cavazzoni


Ed. Guanda, 164 pagine - 16,50 euro

Sorprendente catalogo di creature fantastiche e reali: riferimenti alle mitologie del passato e del presente, condite da una generosa dose di umorismo e di citazioni ad autorità letterarie precedenti (che onestamente non saprei se considerare reali in ogni caso, o solo in qualcuno). Qualcuno, non ricordo più chi, ne ha parlato come un divertissement per intellettuali in vena di cazzeggio. Senza dubbio comunque, molti degli aneddoti risultano familiari anche al lettore più "casual": il coccodrillo che spalanca le fauci per farsi pulire i denti dall'uccellino-dentista, o ancora il leone con l'osso incastrato tra le zanne che ricambia l'aiuto ricevuto dall'uomo portandogli "in comode rate" un pagamento in carne...o gli struzzi, che in teoria sarebbero gli animali più sciocchi del creato, ma che con la loro apparente stupida abitudine di rifugiare la testa sotto terra si sono salvati da una miriade di situazioni pericolose. Però non si parla solo di creature reali, ma anche di creature mitologiche, più o meno note (centauri, meduse, sirene...). E infine, un ultimo capitolo è dedicato alla bestia "uomo": Quell’animale che guarda in cielo e dice: cosa sono quei lumini sospesi? E risponde: le stelle. Perché nessun altro animale le ha mai notate, nel corso di tanti milioni di anni e di tante notti stellate che sono passate su questo pianeta.

Ermanno Cavazzoni è scrittore e sceneggiatore, ma vorrei aprire una piccola parentesi su di lui perchè è membro dell'OpLePo. Questa parola è in realta l'acronimo di Opificio di Letteratura Potenziale, ed è un'unione di scrittori e artisti che operano soprattutto nel campo della letteratura potenziale. L'ispirazione è chiaramente data dalla francese OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle), movimento a cui parteciparono alcuni tra i grandi della letteratura francese (e non solo) del secolo scorso: Raymond Queneau, Georges Perec e persino il nostrano Italo Calvino. La costante di questo movimento è il fatto che la scrittura si fa gioco, quasi puzzle... le storie si basano su rigide strutture matematiche, sulla meccanica degli scacchi, su progressioni numeriche o su giochi alfabetici e spesso sono il risultato di processi combinatori più o meno casuali (vedi Il castello dei destini incrociati di Calvino, ad esempio).